Quel che resta dentro: abitare la ferita

Visita virtuale

La mostra, artista per artista: le opere, le didascalie e la critica da ascoltare.

  • 34 artisti
  • 63 opere
  • 34 critiche in audio
Inizia la visita Scegli un artista
Il progetto

Ciò che permane
nel tempo.

Ci sono esperienze che continuano a vivere oltre il momento in cui accadono, lasciando tracce nei corpi, nei comportamenti, nelle relazioni e nella quotidianità. “Quel che resta dentro: abitare la ferita” nasce per spostare lo sguardo dall’atto in sé a ciò che permane nel tempo, a quelle conseguenze che possono continuare ad agire anche quando l’episodio sembra concluso.

Promosso da CreativelifeStyle by Ossimoro, il progetto riflette sulle conseguenze della violenza fisica, emotiva, psicologica, verbale e relazionale, comprese quelle forme invisibili più difficili da riconoscere.

Il corpo diventa memoria, archivio di ciò che è accaduto, trattiene tensioni, sviluppa difese e ricorda anche quando le parole non riescono a raccontare, è luogo di vulnerabilità e resistenza, ma anche possibile spazio di ricostruzione.

La ferita attraversa allo stesso modo gli spazi del quotidiano: la casa, le relazioni, il lavoro, i contesti familiari e sociali, luoghi nei quali la violenza può insinuarsi, essere normalizzata, sedimentarsi o finalmente essere riconosciuta.

Le opere selezionate affrontano queste dimensioni attraverso tecniche e sensibilità differenti. Alcune rendono evidente la frattura, altre lavorano sulla sottrazione e sul silenzio; alcune mostrano corpi e volti, altre affidano alla materia, al colore e alla stratificazione il compito di rendere visibile una condizione interiore. Crepe, cuciture, abrasioni e ricomposizioni diventano tracce di ciò che è stato attraversato.

Il rapporto tra vulnerabilità e resistenza costituisce uno dei nuclei centrali del progetto. Fragilità e forza possono convivere nella stessa persona e nello stesso momento. Resistere non significa essere indenni, ma continuare a costruire possibilità nonostante ciò che è accaduto. Ricostruire non significa tornare a essere ciò che si era prima, ma integrare la traccia dell’esperienza in una nuova configurazione.

In questo spazio l’arte può dare voce e forma a esperienze difficili da nominare, rendendo percepibile attraverso un’immagine, una superficie, uno strappo, un vuoto o una presenza ciò che le parole non riescono ancora a restituire.

La mostra non propone quindi un percorso lineare dal dolore alla guarigione, ma attraversa trauma e memoria, silenzio e riconoscimento, vulnerabilità e resistenza.

Abitare la ferita significa riconoscere ciò che resta senza permettere che coincida con tutto ciò che siamo.

Il percorso

Gli artisti in mostra

Ogni tappa presenta le opere esposte con le loro didascalie e la lettura della critica. Si può seguire il percorso dall’inizio o entrare direttamente dalla sala di un artista.

Carlo Cammarota01

Carlo Cammarota

Il corpo e le ferite degli affetti

2:29  ·  4 opere
Henrik Peter Hofsaess02

Henrik Peter Hofsaess

Il corpo della fragilità

2:22  ·  3 opere
Pina Zago03

Pina Zago

Trattenere la ferita

1:58  ·  2 opere
Federica Farinazzo04

Federica Farinazzo

La materia come memoria della ferita

2:10  ·  3 opere
Claudia Benassi05

Claudia Benassi

La frattura come possibilità

2:11  ·  2 opere
Cinzia Sauli06

Cinzia Sauli

Architetture dell'attraversamento

2:14  ·  2 opere
Cristina Stellini07

Cristina Stellini

Le tracce della ferita nella materia

2:24  ·  3 opere
Emanuele Margiotta08

Emanuele Margiotta

Restare a galla

2:15  ·  1 opera
Elena Iuliana Mazilu09

Elena Iuliana Mazilu

Tra caduta e possibilità di risalita

1:59  ·  1 opera
Daniela Moretti10

Daniela Moretti

Il corpo che brucia dentro

2:23  ·  1 opera
Dolores Chinea11

Dolores Chinea

Abitare il proprio corpo

2:12  ·  1 opera
Emanuela Magnaghi12

Emanuela Magnaghi

Trame della ferita

2:26  ·  4 opere
Francesco Galluzzo13

Francesco Galluzzo

La ferita della società

2:10  ·  2 opere
Germano Casone14

Germano Casone

Il peso di ciò che resta

2:34  ·  2 opere
Luca Aquilano15

Luca Aquilano

Il confine della sopportazione

2:25  ·  1 opera
Gabriella Giardi16

Gabriella Giardi

La trasparenza dei sentimenti

2:20  ·  2 opere
Rita Giliberto17

Rita Giliberto

Stratificazioni della ferita: ciò che resta e continua ad abitare

2:14  ·  1 opera
Gianni Pennisi18

Gianni Pennisi

Il corpo come luogo della memoria

2:15  ·  4 opere
Marco Ferreri19

Marco Ferreri

Tra protezione e smarrimento

1:56  ·  1 opera
Alessandro Chiusa20

Alessandro Chiusa

Lo spazio lasciato dall’assenza

2:10  ·  1 opera
Paola Piol21

Paola Piol

Oltre la superficie: le fratture dell’identità

2:15  ·  1 opera
Alberto Chiaretto22

Alberto Chiaretto

L’Anatomia dell’invisibile

2:11  ·  2 opere
Simone Riccardi23

Simone Riccardi

Attraversare l’assenza

2:28  ·  1 opera
Norman Sgrò24

Norman Sgrò

Dare forma all’incertezza

2:07  ·  1 opera
Stefania Tagliabue25

Stefania Tagliabue

La ferita dell’identità: quando la guerra cancella il nome

2:11  ·  1 opera
Mimmo Supino26

Mimmo Supino

Tra repressione e pulsione: lo sguardo della ferita

2:28  ·  1 opera
Alessandro Fioraso27

Alessandro Fioraso

Tra fragilità e custodia

2:25  ·  2 opere
Priscilla Lotti28

Priscilla Lotti

Dalla ferita all’equilibrio

2:15  ·  1 opera
Marco Marcarelli29

Marco Marcarelli

Tracce di viaggio, frammenti di memoria

2:02  ·  1 opera
Erwin Seppi30

Erwin Seppi

Stratificazioni urbane, tracce e memoria

3:10  ·  3 opere
Antonella Ghio31

Antonella Ghio

Il peso della memoria

2:29  ·  1 opera
Gianmario Quagliotto32

Gianmario Quagliotto

L’abbraccio come spazio di resistenza

1:58  ·  1 opera
Alessandro Passarino33

Alessandro Passarino

Tra fragilità e permanenza

2:19  ·  3 opere
Vanessa Laustino34

Vanessa Laustino

Il corpo tra fragilità e rinascita

1:57  ·  3 opere
Inizia la visita Torna alla pagina evento