Visita virtuale  —  Artista 23 / 34

Simone Riccardi

“Attraversare l’assenza”

 Ascolta la critica
0:00 / 2:28

1 opera in mostra

Simone Riccardi – opera in mostra
Critica

Attraversare l’assenza

 Ascolta il testo  ·  2:28

In “DORA, Un respiro d’amore”, Simone Riccardi costruisce uno spazio visivo essenziale, quasi teatrale, dominato dal nero e attraversato da apparizioni luminose. Al centro si trova Dora, figura femminile vestita di bianco che emerge dall’oscurità come una presenza concreta e, nello stesso tempo, sospesa. La scelta del bianco e nero elimina ogni elemento superfluo e concentra l’attenzione sul corpo, sui gesti e sugli oggetti che entrano progressivamente nella scena. La luce non ha soltanto una funzione scenografica: separa, rivela e delimita ciò che può essere visto da ciò che rimane nascosto.

Uno degli elementi più significativi è il varco verticale, simile a una porta socchiusa, dal quale proviene una luce intensa. La soglia ritorna come immagine di separazione e di possibile attraversamento: tra presente e passato, presenza e assenza, vita vissuta e memoria. Accanto ad essa compaiono figure ridotte a sagome, comprese presenze infantili, che non possiedono più i caratteri individuali di un ritratto. Diventano tracce, immagini mentali, presenze che appartengono a ciò che Dora conserva dentro di sé. È qui che il video incontra in maniera particolarmente efficace il tema di “Quel che resta dentro: abitare la ferita”. Anche gli oggetti assumono un valore preciso. La rosa, isolata e mostrata attraverso primi piani e sovrapposizioni, introduce il tema dell’amore ma anche quello della fragilità e della perdita. Dora la osserva, la tiene con sé, così come sembra custodire le figure e i ricordi che progressivamente abitano lo spazio. Il volto della protagonista, talvolta ripreso in primo piano e fortemente contrastato dalla luce, interrompe la distanza della rappresentazione: lo sguardo, il gesto delle mani e l’immobilità del corpo rendono visibile una tensione che non necessita di essere spiegata verbalmente.

La ferita raccontata da Riccardi non coincide con un singolo evento, ma con l’assenza e con ciò che essa continua a lasciare dentro di noi. Il video non propone la cancellazione del dolore: mette in scena il tentativo di convivere con ciò che rimane. La soglia luminosa, le sagome, la rosa e la figura di Dora costruiscono progressivamente una geografia della memoria nella quale chi non è più presente continua ad avere uno spazio.

Opera in mostra

L’opera

 Tutti gli artisti Torna alla pagina evento