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Federica Farinazzo

“La materia come memoria della ferita”

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Federica Farinazzo – opera in mostra
Critica

La materia come memoria della ferita

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Nella serie “Margine d’errore” e nell’opera “Terza Gestalt”, Federica Farinazzo porta la ferita direttamente sulla superficie dell’opera. Materia, aperture, tensioni e cuciture trasformano la tela in una presenza quasi corporea: viene aperta, trattenuta e ricomposta, lasciando visibili i segni di ciò che è accaduto. Una ricerca che si inserisce direttamente nel tema di “Quel che resta dentro: abitare la ferita”.

In “Margine d’errore I”, la materia chiara occupa il centro come una superficie ferita. I tiranti laterali creano tensione, mentre il filo rosso attraversa la lacerazione come una sutura. Ricucire non significa cancellare: la cicatrice rimane visibile e diventa parte di un nuovo equilibrio.

In “Margine d’errore II” avviene quasi il processo contrario. I lembi della superficie si aprono rivelando un nucleo scuro, mentre il rosso segnala ancora la presenza della ferita. Se la prima opera parla del tentativo di ricomporre, questa affronta lo svelamento: rendere visibile ciò che era rimasto nascosto e riconoscerne l’esistenza.

Con “Terza Gestalt” la riflessione si concentra maggiormente sulla cura. La superficie bianca, irregolare e materica, è attraversata da una frattura sulla quale intervengono elementi simili a cerotti. La ferita non viene eliminata, ma contenuta e protetta: resta presente e chiede di essere guardata, riconosciuta e curata.

Le tre opere possono quindi essere lette come momenti differenti di uno stesso processo: aprire, riconoscere, ricucire e prendersi cura. La materia conserva l’accaduto e rende visibili cicatrici, tensioni e tentativi di riparazione. Federica Farinazzo non propone l’idea di un ritorno alla condizione precedente, ma quella di una trasformazione che passa necessariamente attraverso ciò che è rimasto. In questo senso, “abitare la ferita” significa accettarne la presenza, intervenire su di essa e trovare un nuovo equilibrio senza cancellarne la memoria.

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