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Cinzia Sauli

“Architetture dell'attraversamento”

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Cinzia Sauli – opera in mostra
Critica

Il corpo tra fragilità e rinascita

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Nelle opere “La scala dell’Arcano” e “Geometria dell’Esilio”, Cinzia Sauli costruisce spazi che sembrano appartenere a una dimensione reale e, allo stesso tempo, mentale. Architetture severe si innestano nel bosco, mentre scale, muri, aperture e passaggi definiscono luoghi nei quali il percorso non è mai immediato. La figura umana è assente, ma la sua presenza è suggerita proprio da questi ambienti: qualcuno potrebbe averli attraversati, abbandonati o essere ancora alla ricerca di un accesso.

La contaminazione tra elementi naturali e strutture architettoniche diventa centrale. Radici e rami entrano fisicamente nell’opera, oltrepassando la rappresentazione e creando un legame tra immagine e materia. Il bosco appare come custode di una memoria profonda, mentre i muri introducono il limite, la separazione e l’impossibilità di procedere liberamente. Le scale indicano una direzione possibile, ma non offrono alcuna certezza su ciò che attende oltre la soglia.

In “La scala dell’Arcano”, il percorso è stretto, irregolare, quasi inghiottito dalle strutture che lo circondano. La salita conduce verso uno spazio che rimane nascosto e trasforma la scala in un passaggio verso ciò che ancora non può essere conosciuto. In “Geometria dell’Esilio”, invece, l’architettura si fa più netta e dominante: la scala conduce verso un’apertura scura, mentre la rigidità delle geometrie accentua una condizione di distanza, isolamento e sospensione. L’esilio evocato dal titolo può essere letto anche come condizione interiore, come estraneità rispetto a un luogo, a un tempo o a una parte di sé.

Nel contesto di “Quel che resta dentro: abitare la ferita”, le due opere affrontano la ferita senza mostrarla direttamente. È presente nelle barriere, nelle radici avviluppate, nei passaggi difficili e nelle tracce che sembrano sedimentate sulle superfici. La salita diventa allora metafora di un attraversamento: non una facile promessa di superamento, ma la necessità di continuare a cercare un passaggio anche quando il percorso rimane incerto.

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