Quello che
resta dentro
abitare la ferita —
tracce visibili e invisibili della violenza
Inaugurazione · Sabato 17 ottobre 2026 · ore 16.00 – 19.00 · Ingresso libero
Una mostra dedicata
al lascito
della violenza.
Non l'atto in sé, ma ciò che continua a vivere nel tempo: dentro le persone, nei corpi, nei comportamenti, nella memoria e nella vita quotidiana.
"Quello che resta dentro: abitare la ferita" nasce dal desiderio di portare l'attenzione su quelle tracce profonde che la violenza imprime nelle esistenze, modificando il modo di percepirsi, di relazionarsi e di abitare il presente.
Un progetto promosso da CreativelifeStyle by Ossimoro, dedicato a una riflessione ampia sulle conseguenze della violenza nelle sue forme fisiche, emotive, psicologiche, verbali e relazionali.
Due dimensioni,
una soglia.
"Quello che resta dentro" richiama la persistenza interiore del trauma, la sua capacità di sedimentarsi oltre l'episodio e di riemergere nei gesti, nelle paure, nelle fragilità e nelle difese.
"Abitare la ferita" suggerisce una condizione esistenziale più complessa: vivere dentro una frattura che non è solo ricordo, ma esperienza che continua a influenzare la quotidianità.
Come nel kintsugi giapponese, la ferita non viene nascosta: viene riconosciuta, attraversata, illuminata d'oro.
- → Traccia interiore del trauma
- → Violenza emotiva, psicologica, fisica, verbale e simbolica
- → Memoria, paura, silenzio e perdita di voce
- → Pressione quotidiana, controllo e manipolazione
- → Fragilità, resistenza e possibilità di ricostruzione
Le forme della violenza
La mostra affronta il tema in senso ampio. Accanto alla violenza più evidente, trovano spazio le sue manifestazioni più sottili e difficili da riconoscere.
Il corpo come
memoria
Luogo della tensione, della difesa, della ricostruzione. Il corpo come archivio vivente di ciò che è accaduto e continua a riemergere.
Le violenze
invisibili
Controllo, manipolazione, umiliazione, svalutazione, esclusione, ricatto affettivo, silenzio imposto, pressione costante.
Gli spazi
del quotidiano
La casa, la relazione, il lavoro, i contesti sociali: scenari in cui la ferita può generarsi, sedimentarsi o essere finalmente riconosciuta.
Trauma
e identità
Come la violenza ridefinisce il sé, le relazioni e il modo di abitare il mondo, oltre l'episodio che l'ha generata.
Vulnerabilità
e resistenza
Lo spazio fragile in cui dolore e forza convivono, dove la ferita può diventare consapevolezza e nuova soglia.
Ciò che
è taciuto
Il non-detto, il normalizzato, il sommerso. L'arte come strumento per dare voce e forma a esperienze difficili da nominare.
La mostra come
spazio di ascolto.
Cinque stazioni emotive che conducono il visitatore attraverso la ferita, fino alla sua ricomposizione consapevole.
Soglia — la frattura
Apertura sensoriale: l'ingresso nella ferita come spazio fisico ed emotivo da attraversare.
Corpo — la memoria
Opere che indagano il corpo come archivio del trauma e luogo di tensione.
Stanze — il quotidiano
Gli spazi dell'abitare in cui la violenza si insinua, si nasconde, si sedimenta.
Voce — il non-detto
Linguaggi che danno forma a ciò che è stato taciuto, normalizzato, dimenticato.
Oro — la ricomposizione
La ferita riconosciuta, illuminata: un finale aperto, non risolutivo, ma consapevole.
Date e informazioni
Sabato 17 ottobre 2026
ore 16.00 – 19.00
18 – 25 ottobre 2026
Palazzo Einaudi – Galleria Cosola
Lungo Piazza d'Armi, 6
10034 Chivasso (TO)
Lunedì – Venerdì
15.00 – 19.00
Sabato e domenica
10.30 – 12.30 | 15.00 – 19.00
Libero e gratuito
Partecipa alla mostra
La mostra è aperta ad artisti visivi contemporanei di ogni linguaggio: pittura, fotografia, scultura, installazione, videoarte, arte tessile e tecniche ibride.
Come candidarsi
- Dati personali (nome, cognome, indirizzo, codice fiscale / P.IVA)
- Biografia artistica aggiornata
- Immagini ad alta risoluzione delle opere proposte
- Schede opere — titolo, tecnica, dimensioni, anno, prezzo
- Breve testo di relazione al tema della mostra
La candidatura va inviata a
ossimoro.art@gmail.com
La selezione avverrà in base a qualità, coerenza del progetto e originalità. Gli artisti selezionati saranno contattati entro il 28 settembre 2026.
Linguaggi ammessi
- Attinenza al tema della mostra
- Qualità e coerenza della ricerca artistica
- Originalità e forza espressiva
- Capacità dell'opera di dialogare con lo spazio storico
Deadline candidature: 25 settembre 2026
Il bando completo è disponibile per il download.
Per informazioni scrivere a ossimoro.art@gmail.com
Servizi per gli
artisti selezionati
CreativelifeStyle by Ossimoro curerà l'intera organizzazione curatoriale e operativa della mostra.
- Progettazione del layout espositivo
- Pannelli descrittivi e didascalie
- Catalogo ufficiale con ISBN (acquistabile su Amazon)
- Copia catalogo a prezzo ridotto in sede durante la mostra
- Grafica inviti e locandine
- Contenuti social
- Landing page dedicata
- Comunicato stampa
- Testo curatoriale
- Kit promozionale personalizzato
- Organizzazione inaugurazione
- Documentazione fotografica e video
L'arte come strumento per leggere il presente e per dare forma ad esperienze interiori spesso difficili da nominare.
Abitare
la ferita.
Un progetto che unisce ricerca artistica e riflessione culturale,
affrontando un tema urgente con uno sguardo sensibile, critico e contemporaneo.
ossimoro.art@gmail.com · +39 348.23.44.390 · www.ossimoro-art.it