Rosa Maria Lo Bue



  • Quadro Rosa Lo Bue
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BIOGRAFIA

L’incontro con il Professore di Disegno Giacomo Soffiantino
Le ha fatto capire che il dipingere è parte integrante della sua vita.
Con Lui ha seguito i corsi Aics di “Figura dal vero” e corsi di incisione con il Prof. Campagnoli. Per carpire la tecnica dell’olio su tela ha fatto parte degli allievi del Maestro Davide De Agostino e dell’Artista Angela Betta.
L’incontro con il paesaggista Prof. Leonardo Vannella è avvenuto al Circolo degli Artisti di Torino, esperienza notevole per capire i segreti dei paesaggi montani a carboncino. Ha frequentato l’Accademia Pictor per 4 anni. Stage di disegno, tempera e olio con preparazione dei colori con vari pigmenti alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina delle Belle Arti.

Premi e riconoscimenti:
Premio Internazionale Spoleto Festival Art 2015
Premio Internazionale Arte Milano (Vittorio Sgarbi 2017)
Premio Artemajeur (categoria silver) 2018
Premio della Critica (Art Now) 2020
Premio “Jacopo da Ponte” Spoleto Art Factory 2020
Premio per talento artistico Spoleto Festival Art 2016
 Premio per talento artistico International Art Prize 2019
Menzione d’onore “Giuseppe Caresio” 2017
Riconoscimento di merito Arte PadovaFiere 2016
Riconoscimento di merito InternationalartinVenice 2015

 

immagine ProfiloRosa Lo Bue

immagine ProfiloRosa Lo Bue

 

Nota critica

Le ricerche espressive della pittrice Rosa Maria Lo Bue si concentrano su una pittura intensa, ricca di Photoshop, che esprime un animo sensibile e attento a raccontare visivamente il mondo che ci circonda. Eccelso l’elaborato, costruito attraverso tratti bel definiti ed un uso del colore perfettamente calibrato. È una realtà pittorica che viene rappresentata con assoluta verità è straordinaria sensibilità umana.
I suoi personaggi si muovono in un elegante resa stilistica tra spazio, luce e colore. Rosa Maria Lo Bue ha la capacità di spingersi oltre l’apparenza delle cose.
Le sue creazioni sono traccia di una totale identificazione dell’artista con una umanità priva di orpelli e con un circuito di contemplazione ed emozione che si misura su un diapason narrativo certamente nuovo ed inatteso.
Non trascura i particolari e trasporta sulla tela la gamma completa dei sentimenti che si librano nella dimensione emozionale dello spettatore. (Sandro Serradifalco)





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