Riccardo Gobbo



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BIOGRAFIA

Riccardo Gobbo è nato a Torino il 24 Giugno 1959. 

Autodidatta, Riccardo utilizza ogni tipo di materiale per dare una forma tangibile ai sui pensieri. 

È l’argilla, però, l’elemento di espressione in cui esplora il suo mondo interiore e fin da bambino sono gli animali la sua prima fonte di ispirazione. 

Nemico di ogni violenza, ripropone nel suo lavoro, talvolta stilizzato, talvolta figurativo, l’armonia della natura e dell’uomo.

BIOGRAPHY

Riccardo Gobbo was born in Turin on June 24, 1959.

Self-taught, Riccardo uses all kinds of materials to give a tangible form to his thoughts.

However, clay is the element of expression in which he explores his inner world, and since childhood, animals have been his primary source of inspiration.

Enemy of all violence, he re-proposes in his work, sometimes stylized, sometimes figurative, the harmony of nature and man.



Critica: LA DIMENSIONE DELL'UOMO

L'indagine espressiva di Riccardo Gobbo si commisura con la sua indubbia capacità di trattare la materia, di fissare un corpo, un volto, un oggetto simbolico nella "terra", di ricuperare la dimensione dell'uomo contemporaneo, le sorti le angosce quotidiane, l'impossibilità di sottrarsi ai condizionamenti.

In tale angolazione, l'opera di Riccardo si fa documento di un percorso che va al di là di un naturalismo scontato o di una piacevole risoluzione formale del soggetto, per approdare a soluzioni tecniche ben più impegnative, a un trattamento della ceramica sicuramente impegnativo e del tutto personale. La ceramica assume in questo caso una particolare energia, acquista una propria e indiscutibile tensione evocativa, permette all'artista di infondere all'insieme della rappresentazione una determinante qualità poetica.

Dopo le iniziali esperienze tipicamente figurative che prendevano spunto dalla grande tradizione dell'arte del passato, il dettato si è affinato in una direzione in cui la lezione dei surrealisti (da Magritte a Dali a Max Ernst) diviene l'inseparabile guida del suo cammino.

Del resto ha scritto Luigi Carluccio in « Le muse inquietanti nel novembre 1967 per costruire un nuovo mondo i surrealisti non hanno infatti bisogno di distruggere quello vecchio... gli basta semplicemente di modificare i termini delle relazioni tra le cose, persuaderci poi di vederle con occhi diversi ed infine ch'esse sono cose diverse, nuove..."

Le sue forme, rivelano una libertà interpretativa tumultuosa e contemporaneamente razionale, schematica, avvolgente, misteriosa e misteriosamente caratterizzata da uomini racchiusi in armature per difendersi dagli attacchi. dalle angosce, dalle vicende esistenziali. Uomini che trattengono tra le mani il mondo in una continua contrapposizione tra una raccolta interiorità e la volontà di suggerire una chiave di lettura dell'universo di segni, di simboli, di ri chiami a una verità rivelata.

E la materia plasmata con sapiente misura, restituisce profili umani, corpi riversi, tratteggiati in posizioni atipiche, con membra avvolte da corazze che sembrano squame di animali preistorici.

Riccardo, esprime in tal senso la fatica di vivere, di superate gli ostacoli, di giungere ad un'irreale mutazione attraverso la quale le gambe affusolate, tentacolari, si piegano a squadra in armoniose posizioni- Forme equilibrate, segmentate, plastiche; forme immerse nell'atmosfera, in uno spazio infinito, in un'onirica evoluzione dell'immagine che tende a divenire sempre più essenziale, pulita, nitida; forme scandite nella magia di un colore lieve, tenue, immateriale nella successione dei grigi, dei rosa pallidi, degli azzurri.

Una ceramica "diversa" che restituisce a questa materia un posto di primo piano per essere impiegata nel contesto della scultura, per "costruire" un'inquietante figurazione.

 

(Angelo Mistrangelo)



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