Gianni Pennisi



  • Quadro Gianni Pennisi
  • Quadro Gianni Pennisi
  • Quadro Gianni Pennisi

 

BIOGRAFIA

GIANNI PENNISI

Nato ad Asti dove vive e lavora, fin da bambino Gianni Pennisi ha dimostrato di possedere una spiccata attitudine verso il disegno e l’arte in generale. Fu l’insegnante di applicazioni artistiche che in prima media un giorno gli disse “… ragazzo tu hai una mano felice!”
E da allora il suo passatempo preferito è stato disegnare e dipingere tutto quanto sollecitava la sua fantasia.
La vita non gli ha consentito di intraprendere gli studi artistici e quindi ha sviluppato la sua passione come autodidatta. Detestava il paesaggio, dipingeva nature morte ma il suo vero interesse era rivolto alla studio del nudo, cominciò a partecipare a mostre collettive dove riscuoteva elogi ed apprezzamenti. Nei primi anni 90, dopo un decennio di totale assenza dalla scena artistica diviene socio della locale “Società promotrice delle belle arti”, frequenta lo studio di importanti artisti locali e partecipa a concorsi di pittura a carattere regionale e nazionale. Nei primi anni 2000 frequenta i corsi estivi della scuola internazionale di arte e grafica di Venezia dove viene a contatto con un ambiente internazionale di grande stimolo, lo studio della figura lo affascina, approfondisce la conoscenza dell’anatomia e si esercita nel disegno dal vero con l’ausilio della modella.
L’anno successivo si iscrive al corso di nudo presso l’Accademia Albertina di belle arti di Torino, per tre anni segue le lezioni di nudo e nel contempo impara le tecniche della modellazione con argilla, la figura femminile esce dalla tela per diventare una entità reale dove il pennello viene sostituito dalle mani dell’artista, è un’esperienza nuova ed entusiasmante. Nelle aule dell’accademia Gianni avverte un’aria nuova lontana dai canoni tradizionali, lo colpiscono le tele dove gli studenti si cimentano con l’astrazione, le forme spariscono e i colori diventato protagonisti assoluti. Abbandona pian piano i canoni classici e rivolge il suo interesse all’arte astratta intesa come costruzione geometrica delle forme, il colore assume toni accesi e i suoi quadri prendono una nuova vitalità. E’ l’inizio di un nuovo corso, una nuova avventura, le sue opere incontrano l’interesse di un pubblico nuovo, la sua pittura è apprezzata per la vivacità e il rigore delle forme nulla è frutto dell’improvvisazione e ogni opera è preceduta da una ricerca attenta e meticolosa.
Ha contatti con la galleria Accorsi di Torino, espone presso la galleria “Studio C” di Piacenza poi ancora a Torino con la galleria “Ossimoro”.
.

 

 

 

 

 

immagine Profilo GIANNI PENNISI

immagine Profilo GIANNI PENNISI

 

Esposizioni

1996 - 2000
Montechiaro d’asti: Arte sotto i voltoni- premio della critica– 2° clasificato Asti: Società promotrice delle belle arti- mostra collettiva Asti: Palazzo della provincia- mostra personale Montechiaro d’Asti: Arte sotto i voltoni- premio acquisto Asti: Palazzo della provincia- mostra personale

2001 - 2005
Trivero (Vc): Concorso nazionale di pittura contemporanea- premio Giorgio Loro Piana- premio acquisto S.Stefano Belbo (Cn): Concorso nazionale premio Cesare Pavese- segnalazione di merito Casale M.to (Al): Partecipazione alla XV rassegna europea di arte contemporanea Asti: Società promotrice delle belle arti- mostra collettiva Trivero (Vc): Concorso nazionale di pittura contemporanea- premio Giorgio Loro Piana

2006 - 2010
Salsomaggiore terme: Concorso nazionale di pittura e grafica Cristoforo Marzaroli- segnalazione di merito Cocconato (At): Concorso nazionale la donna nella moda Asti: Società promotrice delle belle arti- mostra collettiva

2017
Torino: Galleria Accorsi- mostra collettiva

2018
Torino: Galleria Accorsi- mostra collettiva Asti: Palazzo Ottolenghi- mostra personale La Morra (Cn): Enoteca comunale- mostra personale Alba (Cn): Chiesa di San Domenico- mostra personale

2019
Asti: Sala mostre ristorante Tacabanda– mostra personale Piacenza: Galleria Studio C- “6 Maestri dei contemporaneo” mostra collettiva Torino: Galleria Ossimoro- “La forma dell’informale” mostra collettiva Torino: Galleria Ossimoro- “Il sorriso del corpo” mostra collettiva

RECENSIONI

Pittura come musica


Nato ad asti, dove anche oggi vive e lavora, negli anni passati Gianni Pennisi ha frequentato il corso di “nudo” presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e successivamente i corsi della Scuola Internazionale di Arte e Grafica di Venezia venendo a contatto con un ambiente internazionale di grande stimolo e interesse. Ha inoltre frequentato gli studi di importanti artisti locali e personaggi di riconosciuta cultura artistica seguendo con grande attenzione i loro insegnamenti e i loro consigli. Dopo queste esperienze, rivolte per lo più allo studio del “vero” e della “figura”, il nostro artista ha iniziato a sentire il fascino delle Avanguardie Storiche e in particolare dell’Astrattismo Geometrico dove si annulla ogni riferimento con il reale e tutto diventa forma e colore. Gradualmente Gianni Pennisi ha così abbandonato i canoni classici e la sua attenzione si è rivolta pienamente all’arte astratta, alla costruzione geometrica delle forme, alla luce e al colore intesi come protagonisti assoluti delle sue costruzioni. Le sue opere attuali sono così caratterizzate da forme, tracce, ritmi intermittenti e segmentazioni che dinamizzano lo spazio creando atmosfere quasi musicali, i colori passano dal chiarore al graduale offuscamento mentre i segni e i tracciati creano forti interferenze tra luce e ombra. Pittura intensa che, nel suo procedere e nella sua invenzione, trasmette una dimensione purificata dal rumore dell’attualità e la sensazione di uno spazio-tempo misterioso e infinito.

 

Luciano Carini (Gallerista e critico d’arte)

 

Dedicato ad un caro vecchio amico


Gianni ed io da bambini abbiamo condiviso praticamente tutto, poi la vita ci ha portato su strade diverse ed io tra le altre cose mi sono occupato di fotografia a livello professionale. Saltuariamente condividevamo un po’ del nostro tempo seduti al tavolo di un bar, poi giorni fa camminando per le vie del centro mi ritrovo davanti ad un manifesto dalle dimensioni inusuali, sullo sfondo di un intrigato gioco di colori campeggia un nome a me noto “Gianni Pennisi in mostra a palazzo Ottolenghi.” Pochi minuti dopo mi ritrovo nel salone a pianterreno di questo palazzo settecentesco. Conoscevo questa sua passione già manifestata negli anni giovanili ma non sapevo di questa sua intrusione nel campo dell’astrazione. Appesi alle pareti un notevole numero di tele da cui sprizzava una girandola giocosa di luci e di colori come non vedevo dal tempo dei miei viaggi in lontani paesi tropicali. Ma subito dopo comprendo come quella nuova tendenza altro non era che un ritorno al passato, un passato molto lontano al tempo in cui bambini ci divertivamo a riempire fogli di quaderno con i colori più fantasiosi rispettosi di una realtà inconscia che tendeva a rifiutare il bianco e il nero. Rivedevo le nostre piccole mani nervose che impugnavano le matite come fossero armi spaziali al fine di annientare malefici draghi o misteriosi fantasmi. Erano coloratissime stelle filanti, multiformi coriandoli, case, alberi, colline fiorite, mansueti animali da cortile e feroci belve della foresta. Talvolta erano cuori dedicati a qualche giovane fanciulla forse rinchiusa nelle segrete del castello. Ma il nostro esercito di valorosi guerrieri in sella a cavalli color della luna si lanciavano alla conquista del castello e alla liberazione della fanciulla. Era il nostro mondo ricco di fantasia ma privo di ogni riferimento al nero e al bianco colori a noi ancora sconosciuti. Si, era il nostro mondo di bambini, il mondo fantastico e gioioso di tutti i bambini del mondo. Lo guardo con aria interrogativa e lui risponde inarcando le sopracciglia come a voler dire “ non è colpa mia, è colpa della matita che traccia sulla carta strani e incomprensibili arabeschi, è colpa del pennello che si intinge dei colori più accesi della tavolozza , è colpa del mio cuore ancora e sempre alla ricerca di nuove emozioni. Ricorda caro amico quel che diceva in una famosa canzone un cantante a tutti noi molto caro.” “Tu chiamale se vuoi …emozioni”

R.M. - Aprile 2018 (amico e fotografo professionista)



CONTATTI